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Rapporto Orso 2025: Uno Sguardo al Futuro dell'Orso Marsicano

Il recente Rapporto Orso 2025, frutto della meticolosa campagna di campionamento genetico del 2025, ha rivelato la presenza di 81 orsi adulti nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, di cui 43 femmine e 38 maschi. Questa pubblicazione annuale del PNALM si configura come uno strumento essenziale di trasparenza e rendicontazione, offrendo uno sguardo approfondito sulle strategie adottate per la salvaguardia di questa specie emblematica del Parco.

Nelle sue 128 pagine di analisi scientifiche, l'edizione 2025 esamina vari aspetti: dai risultati del monitoraggio biologico e sanitario alla gestione degli orsi che interagiscono con l'uomo, dall'analisi dei tassi di mortalità ai risarcimenti per i danni causati alle attività umane e alle relative misure preventive. Il volume illustra inoltre i progetti di conservazione collaborativi, le strategie di comunicazione e le ricerche genetiche avanzate, estendendo la sua analisi all'intero Appennino centrale per comprendere l'espansione territoriale e culturale della specie. Sebbene i dati confermino l'efficacia delle azioni intraprese, il Presidente del PNALM, Giovanni Cannata, esorta alla cautela, sottolineando che, nonostante un cauto ottimismo, la specie rimane a rischio di estinzione. Il Direttore Luciano Sammarone aggiunge che l'espansione territoriale non è una fuga, ma una prova di crescita demografica, ponendo l'accento sulla responsabilità umana per una coesistenza duratura.

Il piano di monitoraggio si è concentrato su sette aree chiave, dalla stima delle nuove nascite ai controlli sanitari. La sezione "Il DNA racconta" svela storie notevoli, come quella dell'orso maschio M23 "Libero", un esemplare con un vasto raggio d'azione di 108 km. Per quanto riguarda la longevità, l'orsa F10 Marina detiene il record con oltre 30 anni, affiancata da altre femmine storiche come F01 Reginella e F02 Stella. Inoltre, le analisi genetiche confermano il superamento della fase critica per i cuccioli dell'orsa Amarena, rimasti orfani nel 2023. Il rapporto affronta anche le problematiche legate agli orsi "confidenti", come Gemma, Petra e Bambina, sottolineando l'importanza dell'identificazione biometrica per interventi efficaci. Un capitolo significativo è dedicato a Nina, la cucciola ritrovata sola nel Molise nel maggio 2025, per la quale è stato attuato un protocollo di svezzamento in isolamento, culminato con il rilascio in ambiente naturale nel dicembre 2025.

Il bilancio del Parco non trascura le criticità, evidenziando i 5 decessi registrati nel 2025, inclusi due cuccioli annegati, confermando che il 79% della mortalità dell'orso marsicano dal 1970 è dovuto a cause antropiche o illegali. Tuttavia, si registra un trend positivo nella prevenzione dei conflitti economici, con una riduzione del 28% delle richieste di indennizzo per danni, grazie anche alla collaborazione con associazioni come Rewilding Apennines e Salviamo l'Orso. Il rapporto sottolinea infine l'importanza di una comunicazione istituzionale basata su dati scientifici, piuttosto che sull'emotività, per mantenere la fiducia delle comunità locali. L'intervista al Prof. Giorgio Bertorelle sui fattori genetici della ridotta aggressività dell'orso marsicano completa l'opera, rendendo il Rapporto Orso un testo fondamentale per comprendere e proteggere il futuro di questa sottospecie.

Questo rapporto dimostra che la conservazione della fauna selvatica è un impegno costante che richiede dedizione, scienza e collaborazione. L'ottimismo, seppur cauto, derivante dai recenti dati, infonde speranza e spinge a proseguire con maggiore determinazione verso un futuro in cui uomo e natura possano coesistere in armonia. Ogni sforzo per proteggere specie come l'orso marsicano contribuisce a salvaguardare la biodiversità e l'equilibrio del nostro ecosistema, ricordandoci il valore intrinseco di ogni forma di vita e la nostra responsabilità nel garantirne la sopravvivenza.